Pietrosky, capodanno a Genova

Ci siamo !

Il 2018 non poteva che finire in bellezza.

Sarò ospite della #cittadeibambini per la grande festa di capodanno

https://www.facebook.com/334380070273591/posts/735651146813146/

Conferenza e partecipazione: le forme della comunicazione scolastica. Quando la noia non arriva

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conferenza forma circolare

Sabato scorso, 12 Maggio 2018, si è svolta al parco di Monteclaro la conferenza “La scuola degli Elfi: Educazione all’aria aperta nella scuola pubblica“.

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conferenza confronti

Devo ammettere che, nonostante Luca Gasole e Mara Lasi – della Associazione Punti di Vista – siano i miei amici e le nostre associazioni quasi sorelle, mi sono recato alla sala polifunzionale del parco di Monteclaro convinto di assistere alla solita conferenza, con immagini proiettate e testimonianze orali, che avrei seguito per una mezz’oretta finché la noia e l’insofferenza non avrebbero preso il sopravvento, anche se i contenuti fossero stati di mio interesse. Ho un limite di attenzione, lo ammetto.
Ebbene ci sono state immagini e parole, domande e risposte, ma la noia non è arrivata.

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conferenza gioco

Dopo solo 15-18 minuti di forma classica (Cattedra, schermo e sedie in file parallele) la parola è passata a Oriana De Las Golondrinas, che ha invitato tutti noi ad alzarci in piedi, formare gruppi utilizzando i nomi di animali, piante e minerali scritti su foglietti attaccati alle sedie: da un tratto la sala si è animata di chiacchiere e confusione, le sedie  mosse e rimosse, spostate in modo da formare piccoli cerchi di 5-7 persone. Ogni gruppo aveva un compito di realtà: cercare e trovare una frase che ci caratterizzasse e che identificasse la nostra riflessione sul ruolo della educazione all’aria aperta nella scuola.

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Il compito di realtà proposto da Oriana, Mara e Luca riporta il discorso, dal mio punto di vista di docente, al ruolo della scuola e della sua forma nella società.

FORMA, metaforica e non solo. La vecchia scuola, che volentieri vogliamo superare è quella caratterizzata da una trasmissione di un sapere lineare, verticale, da un docente che sa (dall’alto della sua cattedra con pedana), verso i discenti che devono stare fermi, seduti, in ascolto e quindi( ?) in apprendimento. L’immagine più immediata è la famosa vignetta della testa del bambino aperta come una tazza e una bottiglia che la riempie di sapere. “Dentro quella testa non entra niente” . Non è raro sentire in consiglio di classe colleghi che ancora usano questa metafora credendo realmente che il cervello dei loro alunni sia un contenitore d’informazioni, dimostrando tra l’altro di non conoscere le neuroscienze e le teorie delle intelligenze multiple. La nuova scuola, invece, cambia FORMA e propone l’apprendimento orizzontale e circolare, tra pari:  il ruolo del docente non è più quello di dispensare sapere ma quello di costruire scenari che favoriscano l’auto-apprendimento, il confronto, strategie collaborative e motivazione adeguata ai singoli alunni (insegnamento personalizzato).

Per fare questo, la teoria della didattica per competenze propone di lavorare con compiti di realtà: non esercitazioni fittizie, ma obiettivi reali che siano il più possibile motivanti e stimolanti. Nel contesto del pubblico della conferenza sulla Scuola degli Elfi a Monteclaro, ragionare insieme sul tema proposto era certamente motivante e nessuno si è annoiato. D’altra parte nessuno degli organizzatori aveva la pretesa di conoscere questo  “sapere” tanto da poterlo dispensare, i relatori e gli organizzatori si pongono nei contenuti e nelle forme in posizione orizzontale, equa e diventano invisibili.

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Photo by Lukas on Pexels.com

Il sapere e il contenuto è stato magistralmente distribuito in un contesto ludico, dinamico e interattivo. Gli organizzatori e i relatori si sono spesso resi invisibili nel contesto “didattico-formativo”, lasciando i partecipanti con il sapere tra le mani, letteralmente, con foglietti e segni, simboli e dialoghi. Una conferenza di presentazione di un progetto si trasforma in una occasione di sperimentazione diretta tra pari. La “Scuola che vogliamo” stava progressivamente prendendo FORMA grazie anche all’architettura dell’incontro, con rapidi e divertenti cambi di scena. L’esperienza diretta offre forme alternative di comunicazione di un sapere, qualunque esso sia.

 

Il clown didattico 2018 – Al circo delle competenze.

 Dal 12 Febbraio per 4 lunedì consecutivi

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Il clown didattico 2018

Al circo delle competenze

Questo corso nasce da una riflessione tra colleghi ( formatori e docenti, animatori ed educatori ) sulle metodologie didattiche più efficaci e innovative per affrontare le problematiche e le opportunità che l’educazione dei nostri giovani pone alla scuola e ai docenti. In molti siamo infatti convinti che la formazione sia strategica e fondamentale nella costruzione della scuola che desideriamo. Una scuola aperta, inclusiva, che prepari alla vita e al lavoro. Le indicazioni nazionali ed europee non hanno dubbi. Primo obiettivo della scuola d’oggi è preparare i cittadini di domani alle competenze. E per fare questo è necessario aiutare e stimolare bambini e ragazzi all’autoformazione, alle competenze base, prima di tutto le 8 competenze europee:

Le 8 Competenze Europee -Raccomandazione per l’apprendimento permanente, Consiglio Europeo di Lisbona 2006

  1. Imparare ad imparare: L’autoapprendimento prima di tutto
  2. Comunicazione nella Madrelingua: comunicare nella Madrelingua
  3. Comunicazione nella Lingua Straniera: comunicare in altra Lingua
  4. Digitale: Utilizzo delle nuove tecnologie
  5. Sociali e Civiche : Relazionali, Interpersonali ed Interculturali,
  6. Spirito d’iniziativa e imprenditorialità: Tradurre le idee in azione concreta
  7. Logico-matematiche: Scientifiche e tecnologiche
  8. Consapevolezza ed Espressione Culturale: Arte, musica, teatro, ecc

Fonte – http://www.indire.eu/content/index.php?action=read&id=1507

Da qui l’idea di adattare il clown didattico alla progettazione per competenze in un percorso che metta in primo piano la metodologia applicata e faciliti il confronto tra pari, maestre/i, professori/esse, educatori/trici, attraverso un ambiente che favorisca la cooperazione e l’autoapprendimento. Tutto questo ovviamente senza perdere la freschezza e il divertimento del classico approccio che da ormai 10 anni caratterizza la mia proposta formativa: Il clown didattico. Il gioco al centro e il teatro come strumento di confronto attivo e interattivo. Immagino quindi un lavoro su 4 giorni: 4 ore ogni pomeriggio per 4 Lunedì consecutivi.

  • Prima giornata – Esercizi di “riscaldamento” sul linguaggio del teatro, sul ruolo del docente facilitatore, sulla comunicazione non verbale, sull’ambiente di apprendimento e sul contesto sociale e materiale.

  • Seconda giornata – Le competenze chiave: Attraverso laboratori interattivi e piccoli gruppi si facilita l’autoapprendimento. I partecipanti cercano e acquisiscono i concetti basi e i contenuti propri della didattica per competenze. Esercizi teatrali e ludici di ricerca azione, Assegnazione e impostazione di un compito autentico.

  • Terza giornata – Il compito autentico viene analizzato e scomposto attraverso le tecniche del teatro forum in un lavoro collettivo di elaborazione e riflessione sul merito del processo di apprendimento/insegnamento, sui pro e contro dell’innovazione e sul significato reale della Didattica.

  • Quarta giornata – Il compito autentico seconda parte – conclusioni e riflessioni.

Calendario

Lunedi 12 Febbraio 2018 ore 15.30 – 19.30 – Primo incontro
Lunedi 19 Febbraio 2018 ore 15.30 – 19.30 – Secondo incontro
Lunedi 26 Febbraio 2018 ore 15.30 – 19.30 – Terzo incontro
Lunedi 5 Marzo 2018 ore 15.30 – 19.30 – Quarto incontro

Costo € 130,00

Incontro orgnizzato in collaborazione con la Coop. Tuttestorie e l’Agenzia libraria Lybis. Sono aperte le iscrizioni da effettuare mediante la compilazione del modulo in allegato.

Per informazioni e iscrizioni: Cooperativa Tuttestorie, Via Orlando 4 Cagliari; tel. 070659290; fax 070666810 E-mail:formazionetuttestorie@gmail.com; http://www.tuttestorie.it

A fine corso verrà rilasciato l’attestato di frequenza. I corsi della Cooperativa Tuttestorie sono riconosciuti  dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (D.M. n. 170/2016 .prot. 0000296.11-01-2017).

Processed with MOLDIV

SCHEDA DI ISCRIZIONE CLOWN DIDATTICO

Pietro Olla: sono attualmente insegnante ruolo di Tecnologia presso la scuola media, impegnato a tempo pieno, grazie al concorso vinto nel 2013. Nel 2000 conseguo la Laurea in Ingegneria Elettronica presso l’Università di Cagliari, poi 3 anni di ricerca scientifica in bio-elettromagnetismo, borsista CNR, esperienze formative post laurea presso ENEA, Casaccia, CNR Pozzuoli e Università di Cagliari. Nel 2002 il cambio di direzione e di ricerca: formazione presso il MUSE ( Già MTSN ) Trento, cresce l’interesse per la divulgazione, inizia la ricerca didattica e psicomotoria sul Circo e sulle sue potenzialità pedagogiche. Teatro. Clown. Giocoleria. Equilibrismo. Professionista del Circo dal 2002. Nel 2008 Master in Comunicazione Scientifica presso la Universidad Carlos III de Madrid. Al seguente indirizzo si può trovare il mio Profilo LinkedIn con molte informazioni e referenze sul mio lavoro: http://it.linkedin.com/in/pietroolla.
Negli ultimi 12 anni ho avuto la fortuna di crescere grazie a numerose docenze presso Università ( Roma, Barcelona, Cagliari), ed esperienze professionali in Science Museums (Varsavia, Trento, Belgrado, Istambul, Dubai, Madrid, Barcelona).

 

Il clown didattico 2018 – Al circo delle competenze

Il clown didattico 

Al circo delle competenze

Febbraio Marzo 2018

Anche quest’anno si rinnova la felice collaborazione tra la formazione Tuttestorie e il progetto Circoscienze, che propongono a insegnanti e educatori il nuovo Corso sul Clown Didattico 2018. Esempi felici di come intendiamo il fare scuola: collaborazione basata su trasparenza e qualità.

Grazie sopratutto a Claudia, Manuela e Cristina.

Un saluto Pietro Olla  IMG_1162

Il clown didattico 2018

Al circo delle competenze

Questo corso nasce da una riflessione tra colleghi ( formatori e docenti, animatori ed educatori ) sulle metodologie didattiche più efficaci e innovative per affrontare le problematiche e le opportunità che l’educazione dei nostri giovani pone alla scuola e ai docenti. In molti siamo infatti convinti che la formazione sia strategica e fondamentale nella costruzione della scuola che desideriamo. Una scuola aperta, inclusiva, che prepari alla vita e al lavoro. Le indicazioni nazionali ed europee non hanno dubbi. Primo obiettivo della scuola d’oggi è preparare i cittadini di domani alle competenze. E per fare questo è necessario aiutare e stimolare bambini e ragazzi all’autoformazione, alle competenze base, prima di tutto le 8 competenze europee:

Le 8 Competenze Europee -Raccomandazione per l’apprendimento permanente, Consiglio Europeo di Lisbona 2006

  1. Imparare ad imparare: L’autoapprendimento prima di tutto
  2. Comunicazione nella Madrelingua: comunicare nella Madrelingua
  3. Comunicazione nella Lingua Straniera: comunicare in altra Lingua
  4. Digitale: Utilizzo delle nuove tecnologie
  5. Sociali e Civiche : Relazionali, Interpersonali ed Interculturali,
  6. Spirito d’iniziativa e imprenditorialità: Tradurre le idee in azione concreta
  7. Logico-matematiche: Scientifiche e tecnologiche
  8. Consapevolezza ed Espressione Culturale: Arte, musica, teatro, ecc

Fonte – http://www.indire.eu/content/index.php?action=read&id=1507

Da qui l’idea di adattare il clown didattico alla progettazione per competenze in un percorso che metta in primo piano la metodologia applicata e faciliti il confronto tra pari, maestre/i, professori/esse, educatori/trici, attraverso un ambiente che favorisca la cooperazione e l’autoapprendimento. Tutto questo ovviamente senza perdere la freschezza e il divertimento del classico approccio che da ormai 10 anni caratterizza la mia proposta formativa: Il clown didattico. Il gioco al centro e il teatro come strumento di confronto attivo e interattivo. Immagino quindi un lavoro su 4 giorni: 4 ore ogni pomeriggio per 4 Lunedì consecutivi.

  • Prima giornata – Esercizi di “riscaldamento” sul linguaggio del teatro, sul ruolo del docente facilitatore, sulla comunicazione non verbale, sull’ambiente di apprendimento e sul contesto sociale e materiale.

  • Seconda giornata – Le competenze chiave: Attraverso laboratori interattivi e piccoli gruppi si facilita l’autoapprendimento. I partecipanti cercano e acquisiscono i concetti basi e i contenuti propri della didattica per competenze. Esercizi teatrali e ludici di ricerca azione, Assegnazione e impostazione di un compito autentico.

  • Terza giornata – Il compito autentico viene analizzato e scomposto attraverso le tecniche del teatro forum in un lavoro collettivo di elaborazione e riflessione sul merito del processo di apprendimento/insegnamento, sui pro e contro dell’innovazione e sul significato reale della Didattica.

  • Quarta giornata – Il compito autentico seconda parte – conclusioni e riflessioni.

Calendario

Lunedi 12 Febbraio 2018 ore 15.30 – 19.30 – Primo incontro
Lunedi 19 Febbraio 2018 ore 15.30 – 19.30 – Secondo incontro
Lunedi 26 Febbraio 2018 ore 15.30 – 19.30 – Terzo incontro
Lunedi 5 Marzo 2018 ore 15.30 – 19.30 – Quarto incontro

Costo € 130,00

Incontro orgnizzato in collaborazione con la Coop. Tuttestorie e l’Agenzia libraria Lybis. Sono aperte le iscrizioni da effettuare mediante la compilazione del modulo in allegato.

Per informazioni e iscrizioni: Cooperativa Tuttestorie, Via Orlando 4 Cagliari; tel. 070659290; fax 070666810 E-mail:formazionetuttestorie@gmail.com; http://www.tuttestorie.it

A fine corso verrà rilasciato l’attestato di frequenza. I corsi della Cooperativa Tuttestorie sono riconosciuti  dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (D.M. n. 170/2016 .prot. 0000296.11-01-2017).

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SCHEDA DI ISCRIZIONE CLOWN DIDATTICO

Pietro Olla: sono attualmente insegnante ruolo di Tecnologia presso la scuola media, impegnato a tempo pieno, grazie al concorso vinto nel 2013. Nel 2000 conseguo la Laurea in Ingegneria Elettronica presso l’Università di Cagliari, poi 3 anni di ricerca scientifica in bio-elettromagnetismo, borsista CNR, esperienze formative post laurea presso ENEA, Casaccia, CNR Pozzuoli e Università di Cagliari. Nel 2002 il cambio di direzione e di ricerca: formazione presso il MUSE ( Già MTSN ) Trento, cresce l’interesse per la divulgazione, inizia la ricerca didattica e psicomotoria sul Circo e sulle sue potenzialità pedagogiche. Teatro. Clown. Giocoleria. Equilibrismo. Professionista del Circo dal 2002. Nel 2008 Master in Comunicazione Scientifica presso la Universidad Carlos III de Madrid. Al seguente indirizzo si può trovare il mio Profilo LinkedIn con molte informazioni e referenze sul mio lavoro: http://it.linkedin.com/in/pietroolla.
Negli ultimi 12 anni ho avuto la fortuna di crescere grazie a numerose docenze presso Università ( Roma, Barcelona, Cagliari), ed esperienze professionali in Science Museums (Varsavia, Trento, Belgrado, Istambul, Dubai, Madrid, Barcelona).

 

Ma siamo professionisti o pagliacci?

Qualche mese fa ho pubblicato la presentazione del mio ultimo corso di formazione per insegnanti sul gruppo Facebook, “la classe capovolta”, comunità virtuale di insegnanti molto attivi e stimolanti che mi hanno sempre offerto molti spunti di riflessione sul ruolo insegnante. Il titolo era “Il Clown Didattico”.

Alcuni colleghi hanno commentato sarcastici ( vedi screenshots IMG_0908) come se il linguaggio teatrale del Clown non fosse adatto al ruolo dell’insegnante, o come se il semplice accostamento fosse umiliante per dei professionisti come noi. Porto il massimo rispetto per tutti i colleghi, anche perché nessuno di loro è stato offensivo nei miei confronti ( magari un poco nei nei confronti della figura del Clown, ma questo è piuttosto abituale ). D’altra parte mi rendo conto che il mercato dei corsi di formazione per insegnanti sta evolvendo rapidamente e la gran parte dell’offerta, al limite dello spam nelle nostre email, sia inefficace e più spinta dall’interesse del proponente che dalle reali esigenze di formazione degli insegnanti. In questo senso, mi pare di poter capire il loro primo pensiero:

”pagliacci? pure! … a tutto c’è un limite, ma siamo professionisti o pagliacci?… già siamo sottovalutati, ci mancava solo questo! siamo alla frutta, ” …

A Insegnati professionisti però si può chiedere qualcosa in più. Una riflessione almeno, sulle parole d’ordine del corso.

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LE DIECI RAGIONI PER CUI AGLI INSEGNANTI PUO’ ESSERE UTILE UN CORSO DI CLOWN

  1. PER ROMPERE GLI SCHEMI SENZA VIOLARE LE #REGOLE
  2. PER MIGLIORARE L’ARTE DELL’#ASCOLTO
  3. PER MIGLIORARE LA #CONSAPEVOLEZZA DEL ROPRIO CORPO
  4. PER CONOSCERE UN #LINGUAGGIO NON VERBALE
  5. PER NON PRENDERCI TROPPO SUL SERIO
  6. PER AVVICINARCI AL LINGUAGGIO DEI #RAGAZZI
  7. PER SAPER SCOMPARIRE E LASCIARE GLI STUDENTI CON IL #SAPERE TRA LE MANI
  8. PER APPROFONDIRE LE NOSTRE #CONOSCENZE SULLA #PROSEMICA
  9. PER #IMPARARE AD IMPARARE
  10. PER ESEGUIRE SEMPRE #COMPITI REALI

ed infine una citazione:

“ per divenire esperto nell’arte di ascoltare devi adottare una metodologia umoristica. Ma quando hai imparato ad ascoltare, l’umorismo viene da sé”

Arte di ascoltare e mondi possibili.
Come si esce dalle cornici di cui siamo parte.
M. Sclavi. Ed. Mondadori

E allora cari colleghi, buona didattica, dentro e fuori dalle nostre cornici.
Pietro Olla

ruolo insegnanti

 

 

L’esame di Terza Media… che tristezza

 

Tesina Colloquio orale terza media

Tesina Terza Media Colloquio Orale

Breve ricerca su Google Immagini, ( Tesina Terza Media, INVIO) … tra le altre trovo questa foto, pessima qualità ( solo 10k), giusta per non riconoscere i volti, a me sconosciuti. Mi interessano i loro corpi, le loro posizioni e l’energia che emanano. Non c’è bisogno di scomodare elementi di Prosemica Applicata per notare la tristezza e l’infelicità.  La ragazza sta scomoda, si noti che non ha alcuno spazio di movimento, le ginocchia schiacciate sulla scrivania, la sedia è piccola e la luce poca. Gli insegnanti, 4 su 4, hanno le braccia conserte come a protezione da qualunque fuga empatica nei confronti dell’interroganda. le facce sono tristi e annoiate. Veramente abbiamo ancora il coraggio di diffendere in qualche modo questo esame di Terza Media?

Innoviamo colleghi, vi prego. prima di tutto cambiamo la scrivania, offriamo luce e aria. diamo la possibilità a chi lo desidera di alzarsi in piedi, muoversi, usare tablet o LIM, togliamo la barriera di tavoloni e le braccia conserte, non aiutano.

Buona didattica a tutti e tutte

Pietro

 

 

 

 

Prof. Pietrosky torna con il suo spettacolo di piazza al Festival della Scienza di Arzana – Ogliastra

Prof. Pietrosky e il coniglio nel cappello:
Spettacolo di Circo Didattico
al Festival della Scienza di Arzana

Artisiti di strada - circoscienze

Artisti di strada divulgatori delle scienza Prof Pietrosky

Come per tutti gli artisti di strada in attesa di una data importante l’emozione cresce, e si sente. L’organizzazione non si ferma. Da Giovedì 24 a Domenica 27 Maggio, Arzana sarà al centro della Scena e della Scienza.

Scienza in gioco. Il Festival Scientifico Ogliastrino è una manifestazione all’insegna della scienza che, attraverso laboratori, conferenze, dibattiti, artisti di strada, spettacoli e giochi, intende favorire nei partecipanti la conoscenza, approfondimento e apprendimento di temi scientifici attraverso l’uso di metodologie stimolanti e accessibili a tutti.

Noi di CIRCOSCIENZE e i nostri artisti di strada avremo l’Onore e l’Onere di chiudere la manifestazione con il nostro spettacolo comico scientifico Domenica 27 ore 20.30.

NON MANCATE.

Link al sito del Festival Scienza di Arzana www.scienzaingioco.it

Video promo del Fetival Scienza  video

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La formula del Circo

Quello che segue è un mio articolo sul SITESWAP, una notazione matematica dei lanci della Giocoleria. L’ho scritto per il  n. 11-12 (marzo-giugno 2009) della rivista Alice & Bob, pubblicazione edita dal Centro PRISTEM dell’Università Bocconi di Milano e diretta da Angelo Guerraggio.

Alice&Bob è una “rivista per una didattica innovativa che non separi l’insegnamento della Matematica e del suo formalismo dall’impiego che degli strumenti quantitativi si fa nella vita di tutti i giorni”

LA MATEMATICA DEL JUGGLINGimages

A metá degli anni ottanta tre gruppi di giocolieri compresero che la relazione tra Matematica e Giocoleria era molto piú stretta di quanto sembrasse; sentirono l’esigenza di trovare una notazione Matematica per descrivere le traiettorie delle palline della giocoleria dei lanci. Nello stesso periodo e in maniera indipendente, a Santa Cruz e a Pasadena, in California e a Cambridge (in Inghilterra) nacque la codifica matematica del gioco delle palline (in inglese juggling) chiamata Siteswap. Ovviamente la cosa non è passata inosservata, migliaia di giocolieri di tutto il mondo cominciarono a ragionare e parlare di giocoleria in termini matematici, causando uno sviluppo improvviso di molte altre variazioni e perfezionamenti. In tutto il mondo attualmente tra giocolieri si utilizza questo codice universale che permette al giovane cinese e al cileno esperto di comunicare e capirsi senza parlare la stessa lingua: quando la Matematica è un linguaggio di comunicazione primaria… Fu però Sean Gandini, cresciuto a Cuba durante l’infanzia, e poi negli USA come artista circense, e la sua compagnia Gandini’s Juggling Project, che trasformò il Siteswap in uno strumento artistico di creazione creativa: quando la Matematica è bellezza estetica …

Gandini è considerato uno dei giocolieri piú avventurosi del mondo del circo, ha speso 30 anni nella ricerca artistica, contribuendo con il suo lavoro alla crescita e alla radicazione del circo moderno. I suoi Laboratori sono appassionati e originali. Ognuno dei suoi discepoli ha le sue palline in mano, ma spesso si prende carta e penna e si inizia a fare sul serio, 441, 42423… quando la Matematica è divertimento…

Il Siteswap è utile sia per descrivere una sequenza di lanci che abbiamo recentemente imparato, e magari per proporla ad un amico, sia per comporre e inventare nuovi trucchi direttamente su un foglio a quadretti e una matita. Due conti qualche operazione e tanto… tanto allenamento.

In questo articolo vengono mostrate le caratteristiche basilari della notazione Siteswap, e alcune sue applicazioni pratiche …

 

imagesLE FORMULE

Immaginiamo il suono di un metronomo con un ritmo costante. Ogni tic è una unitá di tempo. Indichiamo ogni lancio di un oggetto come il numero di tic necessario perchè l’oggetto ritorni sulla mano pronto ad essere rilanciato.

Una sequenza di lanci può essere così definita da una catena di numeri. Immaginiamo che questa catena di numeri sia periodica, ossia che si ripeta uguale a se stessa indefinitamente. In queste condizioni la sequenza 441 equivale alla sequenza 441441441. Entrambe corrispondono ad un “pattern” di traiettorie della giocoleria dei lanci. Chiamiamo Pattern la funzione delle traiettorie delle palline. Il pattern di un lancio 3 al tempo 0, per esempio è una parabola che ha il vertice all’altezza degli occhi e la concavità rivolta verso il basso.

Data una sequenza, maggiore è il numero della codifica Siteswap, più alto è il lancio. Quindi 3 corrisponde al lancio appena visto, 4 sarà più alto e uno sarà un passaggio al livello delle mani.

Qui la definizione dell’associazione lancio numero.
0 — una mano vuota
1 — un passaggio rapido da una mano all’altra.
2 — un tiro rapido alla stessa mano o mano piena
3 — un lancio di tre “tic” da una mano all’altra (tipico della cascata a tre palline)

4 — un lancio di quattro “tic” alla stessa mano (tipico della giocolata con due palle nella stessa mano)
5 — un lancio di cinque “tic” da una mano all’altra (tipico della cascata a cinque palline)

6, 8 e tutti i numeri pari, lanci sulla stessa mano
7, 9 e tutti i numeri dispari lanci incrociati, cascata.

Esistono poi alcune “condizioni al contorno” necessarie, perchè il gioco matematico funzioni. Alcune di queste derivano direttamente dal comportamento del giocoliere, altre da esigenze della notazione matematica.

Per esempio:

  1. il giocoliere tira una solo palla per volta,
  2. non ha mai piú di una palla nella stessa mano,
  3. tira le palle alternando mano destra e sinistra,
  4. gioca da sempre e continuerà per sempre,
  5. ogni tempo del metronomo è un lancio,
  6. la destra ha i tempi pari e la sinistra quelli dispari (iniziando con la destra, o viceversa iniziando con la sinistra, l’unica informazione che riguarda il lancio della palla al tempo nЄZ+ (numeri interi positivi) è il tempo di arrivo sull’altra mano f(n) (quanti secondi rimane in aria la palla).

In particolare con la codifica Siteswap si perdono tutte le informazioni che riguardano la qualitá del lancio tipo: “sotto la gamba”, “dietro la schiena”, “raccontando una favola” ecc… Questa notazione suggerisce una teoria matematica della funzione f: Z –> Z. Per vedere come funziona consideriamo la classica cascata a tre palline, che la maggior parte di voi sanno fare: la prima pallina viene lanciata al tempo 0, 3, 6, la seconda al tempo 1, 4, 7, la terza al tempo 2, 5, 8. La codifica SiteSwap utilizza il tempo tra un lancio e l’altro per caratterizzare il Pattern.

Nella cascata a tre palline, il tempo tra un lancio e l’altro è 3 tic, dunque la sua rappresentazione Siteswap è 3333…. o anche 3, che significa che la sequenza è periodica su ogni lancio. Ogni pallina disegna un otto coricato.
La doccia invece, è caratterizzata da una sequenza di 51, con la mano destra lancio un 5, con la sinistra passo la palla rapidamente da una mano all’altra cioè lancio un 1, e poi di nuovo 51… le palle disegnano dei cerchi sempre nella stessa direzione. Non tutte le sequenze di numeri corrispondono a “pattern” giocolabili. le sequen- ze numeriche sono possibili solo se rispettano alcune condizioni matematiche: La somma di tutti i numeri in una catena siteswap divisa il numero di lanci deve dare il numero di oggetti che si tengono tra le mani. questo deve essere un nu- mero intero. I lanci devono equilibrarsi con le prese; non tutte le sequenze che rispettano la regola 1, sono in realtá giocolabili. 432 non lo è per tre palline.

L’UTILITÁ DIDATTICAisola-di-einstein-perugia

Il siteswap è utilizzato moltissimo per ragioni didattiche. Praticamente ogni insegnante di giocoleria lo utilizza per meccanizzare l’apprendimento dei lanci e per facilitare la descrizione degli esercizi. Quando la Matematica è strumento didattico per insegnare la giocoleria.

Pochi peró sono gli insegnanti che utilizzano il circo come strumento didattico, e tra questi pochissimi quelli di Matematica che utilizzano strumenti di circo come le palline per introdurre concetti non semplici come le sequenze periodiche, i codici, ecc… l’idea è che giocare con le palline mentre si ripetono sequen- ze di numeri e si fanno calcoli per comporre nuove sequenze aiuta la crescita psicofisica e l’apprendimento è più facile e veloce. Il vantaggio è doppio ed è valido sia per bambini piccoli sia per giovani e adulti: da un lato si mette in moto l’interattivitá fisica (apprendimento cinestetico: fare per capire); dall’altro entra in gioco l’interattivitá emotiva (divertirsi aiuta a capire e ad amare la materia).

2009 Pietro Olla –