MANITESE Fragili equilibri …tra scienza e poesia

Nel 2013, la rivista StrumentiCres mi chiese 
un articolo sulla mostra Fragili Equilibri, 
recentemente esposta al festival della Scienza 
di Genova. eccolo. Buona Lettura 
----------------------------

ARTICOLO MANITESE

Fragili equilibri …tra scienza e poesia

di pietro olla, insegnante, divulgatore scientifico e clown didattico

 

La sala ampia, i bimbi seduti a terra, fermi come pietre, guardano in silenzio, la bocca aperta di stupore e meraviglia. Gli sguardi si fermano su una goccia d’acqua che impiega 7 secondi a presentarsi sull’angolo della vaschetta, aumentare di peso e… tac…! cadere al suolo… il suono delle gocce d’acqua diventa musica e le pause e i silenzi sono pieni di significati, perché danno il tempo di riflettere sulle poche parole del poeta: ogni 7 secondi … una goccia d’acqua… ogni 7 secondi … una morte di sete nel nostro ingiusto pianeta, scandisce lentamente l’autore delle opere. Quella goccia d’acqua, raccontata ai bambini dallo scultore-poeta Raffaello Ugo, è parte di un progetto più ampio di educazione all’arte e alla scienza. Fragili Equilibri è una mostra interattiva di corpi in equilibrio. Un progetto didattico multidisciplinare che mira alla valorizzazione della bellezza e dell’arte povera, al miglioramento della nostra vita, all’educazione scientifica e al rispetto dell’ambiente e del territorio che abitiamo. L’iniziativa è di due associazioni, “Le Strade di Macondo” e “Avvoltelinverso”, nate e operanti in Sardegna. Viviamo in un’epoca in cui la crescita economica si misura ancora insieme alla crescita industriale, quando ancora troppo pochi mettono in discussione l’idea di sviluppo senza limiti e di risorse energetiche infinite. Dopo il boom industriale, abbiamo la responsabilità di gridare al mondo che non si può continuare così, che un altro mondo è possibile. Ora ci ritroviamo a crescere i nostri figli in un pericoloso stato di incertezza sul futuro. Viviamo una Crisi Energetica, Economica, Democratica: picco del petrolio, riscaldamento globale, cattiva distribuzione delle risorse, difficoltà di accesso all’acqua, guerre e terrorismo, sono tutti aspetti di un’unica grande crisi di sistema. Ci sentiamo quindi in dovere di agire, con azione politica diretta, nella società civile, in movimenti o partiti, ma soprattutto nel quotidiano lavoro di responsabilità sociale, didattica, educativa. Un po’ per scelta, un po’ per vocazione non siamo parte della classe dirigente del paese, e non abbiamo in mano le chiavi delle grandi decisioni. Ci sentiamo però pronti sul piano educativo, per promuovere buone pratiche quotidiane, offrire a bambini e bambine, a ragazze e ragazzi, informazioni e strumenti per migliorare la comprensione dei problemi globali e quindi aiutarli a fare scelte consapevoli e importanti per la loro vita: dalle cose più semplici e immediate come limitare i consumi energetici, chiudere l’acqua mentre ci si lava i denti, spegnere le luci inutili, usare molto la bici e poco l’auto, fino alle più impegnative scelte familiari, lavatrici più ecologiche, consumo consapevole, riciclo e riutilizzo di materiali poveri ed ecocompatibili, per rispettare l’equilibrio sociale, ecologico ed economico del Pianeta Terra. Sappiamo però che per cambiare bisogna conoscere e per conoscere capire. Progetti come questo di divulgazione e educazione scientifica aiutano a stimolare e promuovere la curiosità verso le leggi della natura, anche fuori dall’ambito scolastico e accademico, e ad evidenziare le intersezioni e le interazioni fra i saperi. Nel difficile percorso di costruzione di un mondo migliore, più sano e più giusto non basta la comunicazione scientifica e l’educazione al sapere, occorre sperimentare e inventare buone pratiche educative necessarie alla formazione delle nuove generazioni Ma prima ancora di quella economica ed energetica, ci interessa la crisi dei principi democratici, nel senso che i diritti stessi (compreso quello all’istruzione e a una vita dignitosa) si vanno svuotando, per il prevalere del dio mercato e i tagli alla cultura e alle politiche sociali. Con conseguenze drammatiche nell’offerta educativa in genere e nel processo di insegnamento/apprendimento delle capacitá logico- matematiche, che riguardano tutti i saperi. Siamo convinti che 1): In questa prospettiva Fragili equilibri è un contenitore che – intersecando saperi, linguaggi e competenze diverse – consente di sperimentare nuove e originali forme di utilizzo di “tale potente strumento”: dai laboratori interattivi alla visite guidate, dal teatro agli spettacoli di circo e clown, ai giochi auto-costruiti per risvegliare 1 la matematica rivesta un ruolo chiave: “serva e regina di tutte le scienze”, la definisce Christiane Rousseau, vicepresidente dell’International Mathematical Union (IMU), nell’introdurre il progetto Mathematics of Planet Earth (MPE2013), che promuove il 2013 come anno della matematica del Pianeta Terra ( “Si tratta di usare con intelligenza e coscienza tale potente strumento, al fine di dare quanto prima risposte concrete agli interrogativi fondamentali che è ora più che mai importante e necessario porsi sul pianeta Terra, con particolare attenzione alle problematiche connesse alla sua stessa salvaguardia, dunque al nostro stesso futuro”. Mathematics of Planet Earth – http://mpe2013.org/ la manualità anche lontani dallo schermo dello smartphone. Con F.E. si affrontano problemi in maniera giocosa e divertente su concetti come equilibrio stabile e instabile, statico e dinamico, il baricentro la forza di gravità, la conservazione di energia e molti altri aspetti della meccanica classica, ma anche molte metafore e messaggi diretti sugli equilibri sociali ed energetici del Pianeta Terra. Gli exhibit-giocattoli sono allo stesso tempo oggetto e strumento di conoscenza ma anche di elaborazione personale e collettiva: una mostra interattiva è soprattutto un’ occasione per ricevere gli stimoli adatti ad elaborare autonomamente un proprio contributo. Il percorso si presenta come un viaggio ricco di stimoli ed esperienze. Dopo una breve presentazione poetica e interattiva, si entra negli abissi della Sala Nautilus, in un percorso che segue la spirale della conchiglia di questo affascinante e schivo personaggio del mare. I suoni sono quelli prodotti dal movimento di curiosi personaggi, piante abissali che richiamano anche nei movimenti la lenta e maestosa danza del mare. Vere opere d’arte costruite con materiali poveri, sfruttano l’energia elastica e gravitazionale che sembrano raccontare esse stesse l’equilibrio dell’ambiente e l’ingiustizia sociale. Al termine dell’esplorazione sottomarina emotiva e poetica, si prosegue il viaggio sulla isola di Galileo. Si sbarca sulla terra ferma, piedi ben piantati al suolo e concretezza scientifica. Exhibit-giocattoli ed esperienze dirette come trottole, sedie girevoli e automobiline a elastico, offrono ai visitatori, giovani e meno giovani, occasioni divertenti ed educative di giocare con il principio di conservazione dell’energia: piani inclinati palline in accelerazioni di gravità, attriti e cadute libere. Dopo aver giocato tra i colori e la musica con gli oggetti in equilibrio, si entra nella Sala Icaro dove si intraprende un personale viaggio attraverso il movimento del proprio corpo: l’equilibrio qui non viene mostrato né raccontato, bensì offerto alla esperienza diretta. È questa una sala/palestra; il suolo coperto di materassini e tappeti, musica di sottofondo e un animatore equilibrista che prova esercizi “impossibili” e interagisce con i visitatori, dando consigli e proponendo un approccio artistico e insieme scientifico alle sperimentazioni dirette. L’intero percorso rappresenta il nostro desiderio di riproporre una serie di situazioni A-Didattiche, un contesto cioè di netta discontinuità con le tecniche proprie dell’apprendimento scolastico istituzionalizzato (2). Secondo Brousseau “per apprendere l’alunno A deve accettare di rompere la relazione didattica con l’insegnante I ed entrare in relazione diretta con il sapere S.” Fragili Equilibri è pensata proprio per offrire momenti di autoapprendimento: i visitatori vengono lasciati a diretto contatto con le opere d’arte della sala nautilus, come con le trottole, le sedie girevoli e giochi vari, mentre osservano e promuovono il movimento del proprio corpo. L’abilità di cui andiamo fieri è l’arte di scomparire. A guidare i giochi sono insegnanti-attori, clown didattici, sempre presenti ma con l’obiettivo di raccontare storie, offrire stimoli, diventando invisibili all’occorrenza. Tutto questo grazie al carattere prettamente interattivo dell’intero progetto. Un’ Interattività intellettuale, per lo scambio continuo domande/ risposte e il dialogo tra le parti in gioco; un’ Interattivitá fisica, nell’esperienza diretta con oggetti e giocattoli didattici; un’Interattivitá emotiva, nello scambio reciproco delle parti fra emozionarsi e suscitare emozioni, ridere e sorprendersi(3). Il personaggio che meglio crea una situazione interattiva e di ascolto attivo è il clown didattico: Non il classico “pagliaccetto” con parrucca a riccioli rossi e verdi, scarpe giganti e clava in mano, sempre sorridente e con la voce stridula. Il clown didattico che si propone come guida e conduttore dei laboratori, è vestito di nero, non ha il naso rosso, non è truccato; ha però competenze specifiche di teatro, ascolto attivo, gestione nonviolenta dei gruppi(4). Anche quest’anno nell’aprile 2013 Fragili Equilibri, per la terza volta, ospiterà migliaia di ragazzi di tutte le età, offrirà centinaia di visite guidate e decine ùdi laboratori, spettacoli ed eventi diversi, grazie ad un meticoloso lavoro di progettazione, ricerca e cura delle relazioni con numerosi soggetti: ragazze e ragazzi, cittadine e cittadini di tutte le età, soci e collaboratori, istituzioni e finanziatori, sponsor e … chiunque vorrà; ma attiverà anche preziose collaborazioni didattiche, scientifiche e artistiche. Ringraziamo di cuore tutte e tutti. Concludiamo con un appello a lettori e lettrici: continuiamo a sintonizzarci su come cambia il mondo, quali le necessità di comunicazione culturale e quali gli spazi di intervento didattico ed educativo. Il cambiamento che ci piace ha bisogno di consapevolezza e partecipazione. Buona Scienza a tutti e tutte.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...