Indicazioni Curricolari vs Programmi Ministeriali

Va bene, faccio Outing:

quest’anno scolastico non so ancora quello che farò in nessuna delle mie 9 classi. In queste prime settimane sto sperimentando un approccio completamente nuovo: tento di approfittare al massimo della libertà didattica che ci viene effettivamente offerta dalla “nuova” visione della scuola che sta finalmente prendendo piede intorno a me. Il pensiero vola agli anni 80-90, quando, da studente, ricordo i programmi ministeriali, i colpi in testa dell’insegnante e le punizioni collettive. Ora, da docente, mi trovo le indicazioni curricolari, l’inclusione come risorsa per valorizzare le diversità. Non c’è che dire un bel cambiamento.

Quest’anno durante le prime lezioni sono arrivato in aula ed ho proposto due Brainstorming,

1 – cosa abbiamo fatto l’anno scorso?
2 – cosa ci piacerebbe fare quest’anno?

Il mio potenziale campo d’azione, per quanto riguarda la disciplina che insegno è così ampio e variegato da sembrare sterminato a chi, come me ha dato da pochi anni l’esame del concorso pubblico ed è stato messo alla prova con nozioni teoriche di livello universitario che spaziavano dal calcestruzzo alla dieta mediterranea, dal pensiero computazionale alle proiezione ortogonali, dai sistemi di trasporto e produzione dei materiali alla educazione ecologica, Energia e Inquinamento … L’esperienza, seppur limitata a soli 3 anni curriculari mi insegna che non esistono prassi consolidate e universalmente riconosciute su cosa fare e quando. Qualcuno suggerisce in rete uno schema più o meno di questo tipo:

  • prime classi – risorse primarie e alcuni materiali – disegno tecnico
  • seconde classi – altri materiali – educazione alimentare – disegno tecnico
  • terze classi – energia – trasporti – disegno tecnico

è uno schema che nasce ancora una volta dai programmi, dai contenuti e dal prof. Tre anni fa ho iniziato così, poi sono guarito, o fuggito di prigione se preferite. Ho riletto diverse volte le indicazioni curriculari, non la lista di saperi da propinare ai ragazzi, proprio le parole “I-N-D-I-C-A-Z-I-O-N-I-C-U-R-R-I-C-U-L-A-R-I”… le ho lette e rilette con gusto “I-N-D-I-C-A-Z-I-O-N-I-C-U-R-R-I-C-U-L-A-R-I”.

Poi ho fatto tre respiri lunghi, mi sono seduto davanti al pc e mi sono goduto le foto dei braistorming dei ragazzi…

buon lavoro

Prof Pietro Olla

 

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