Il Colloquio orale dell’esame di Terza Media ( 2 di 2): Forme e Strumenti

Il Colloquio orale dell’esame di Terza Media ( 2 di 2): Forme e Strumenti

La Settimana scorsa ci siamo lasciati sullo Skateboard.
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tesina motivazione circoscienze

Proponevo ai ragazzi di cimentarsi su una scala immaginaria di difficoltà, partendo da un interesse forte. Articolare intorno allo “Skate” un discorso interdisciplinare capace di dimostrare la loro maturità, facendo costante riferimento ai nostri saperi ( competenze, conoscenze, abilità ), anche, ma non solo, quelli che la scuola offre nelle varie materie.

E’ lo stesso tipo di analisi – basata sul saper fare, sul problem solving, cioè sulle competenze – che suggerisco quando il tema scelto è uno dei classici:
“la condizione della Donna” o “il fascismo” o “la Belle Epoque” o “lo sfruttamento minorile” o “la Cina” o “la mafia”. A dimostrazione del fatto che per quanto mi riguarda la maturità dei ragazzi non è vincolata al tema della tesina – Contenuto – ma piuttosto alle strategie comunicative – Forme e Strumenti. Ho assistito a colloqui orali penosi sulla “II rivoluzione industriale”, o sulla “Pace nel mondo” ( argomenti che mi affascinano ) fatti con superficialità e scopiazzati da cima a fondo e colloqui entusiasmanti e appassionati sulle “olimpiadi” o sulla “chitarra elettrica”.
La discriminante è la MOTIVAZIONE.
Se c’è passione abbiamo vinto tutti, se c’è frustrazione e rassegnazione perdiamo tutti. SEMPRE.
La scuola per me deve essere un luogo di gioia. Invece i ragazzi la vivono come una prigione triste e noiosa.
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motivazione tesina circoscienze

Per questo il mio ruolo di guida verso il colloquio non è mai “suggerire argomenti” ma sempre “chiedere: cosa ti piace fare? qual è la tua passione?”. Ecco perché condivido il passaggio storico dai vecchi e statici “programmi ministeriali” alle “indicazioni curricolari”. Perché, se necessario, al fine di motivare i ragazzi in una ottica inclusiva, sono i nostri programmi a doversi adattare agli stili di apprendimento, agli interessi e ai tempi di attenzione, non il contrario. Se Manzoni non funziona offriamo anche Benigni, Edoardo Bennato o J-AX.
A questo punto perché non lasciare che i ragazzi decidano in autonomia e approfondiscano con metodo e interdisciplinarietà la loro passione? Anche se non è la nostra? Anche a rischio che si sbaglino e facciano una brutta figura, sarà comunque una battaglia combattuta, meglio di una rinuncia.
Possiamo noi convincerli che “Gandhi” o “L’Europa” o “L’immigrazione” sono argomenti appassionanti?
ricordate la citazione di Freinet?
“puoi portare il cavallo alla fonte e fischiare quanto vuoi, ma se il cavallo non vuole bere, non beve”,
cavallo Il cavallo non beve! e se anche fa finta di bere, lo fa controvoglia e non si disseta o peggio ancora si convincerà di poter vivere senza acqua. Forse deve solo girarsi e vedere che ci sono altre fonti all’orizzonte.
Abbiamo noi il diritto di proibirgliele? perché non parlare di “calcio” o di “basket”? o del colore “giallo”? o di “Muri”, o di “Walt Disney” o di “Maradona”? o dello “Skate”? Perché non assecondare i rari momenti di passione di questa generazione senza brio?
La scuola è come un teatro, con i ragazzi al centro, nel ruolo di protagonisti. Noi prepariamo il palco e sistemiamo le luci.
Che lo spettacolo abbia inizio.

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