Il Colloquio orale dell’esame di Terza Media ( 1 di 2): Contenuti

Insegno tecnologia alle scuole medie, come tutti i colleghi in questo periodo, vengo avvicinato dai ragazzi di terza che chiedono: “Prof. cosa faccio di Tecnologia?”. Il sott’inteso è “per la tesina, mi manca solo tecnologia e motoria, per lei cosa faccio?”
Inutile dire che mi cadono le braccia.
Il mio desiderio è di annullare la classica scomposizione del sapere basata sulle materie scolastiche ( italiano, geografia, scienze, musica, motoria… ecc…) Vorrei un sapere scomposto con più fantasia e originalità e in questo senso li stimolo a lavorare su una mappa concettuale basata sulle domande: ( Dove, Quando, Chi, Come, Perché, ecc… ) o su base temporale ( in quali epoche storiche? )  o su base geografica ( città campagna o mare? monti o pianura? ).
Mi domando come possiamo noi insegnanti essere una guida per i ragazzi nella scelta dei temi e delle forme di comunicazione orale. Come assumere noi il ruolo maieutico  nella loro crescita individuale  alla vigilia di un momento di passaggio così delicato per la loro formazione e personalità?
Tutti noi docenti condividiamo almeno in teoria, gli obiettivi principali della scuola: crescere cittadini consapevoli, capaci di critica e autocritica, rispettosi e maturi. Competenti, abili e colti.
In questo senso la preparazione del colloquio orale a conclusione di un ciclo di studi assume un ruolo fondamentale per la nostra valutazione finale per diversi aspetti:
  1. capacità di elaborazione delle conoscenze acquisite;
  2. capacità dei ragazzi di mettere in pratica le proprie abilità ( linguistiche, logico-matematiche, artistiche, storiche e scientifiche)  acquisite a scuola e nelle altre esperienze significative, anche quelle extracurricolari ed extrascolastiche.
  3. infine la dimostrazione delle competenze trasversali, quelle in primo luogo di mettere insieme conoscenze con abilità in tutti gli aspetti della vita.
Solo due citazioni di circolari specifiche, che interpretano le indicazioni sul curriculo.

In tema di colloquio la Circolare n.48 del 31 maggio 2012 così afferma: […] Il colloquio è finalizzato a valutare non solo le conoscenze e le competenze acquisite, ma anche il livello di padronanza di competenze trasversali (capacità di esposizione e argomentazione, di risoluzione dei problemi, di pensiero riflessivo e critico, di valutazione personale, ecc.).

Nella Circolare Ministeriale  n.32,  del 14/03/2008, al paragrafo 4.3.3, si legge: “il colloquio interdisciplinare potrà riguardare gli approfondimenti delle singole discipline di studio e altri elementi derivanti da qualificate esperienze realizzate”.

Approfondendo questa ed altre letture legislative, fatte in occasione della preparazione al concorso pubblico, meno di 4 anni fa, mi sono imbattuto su questa affermazione di Freinet:

“puoi portare il cavallo alla fonte e fischiare quanto vuoi, ma se il cavallo non vuole bere, non beve”,

L’ho visto citato in un articolo che parla della MOTIVAZIONE come del “Primo impegno del docente” ( Umberto Tenuta, Educazione Scuola), l’ho trovato affascinante e lo porto sempre con me nelle mie lezioni. Per questa ragione e con queste motivazioni mi permetto di suggerire ai ragazzi di cercare contenuti e forme a partire da ciò che suscita il loro interesse per poi elaborare collegamenti interdisciplinari ( e non solo pluridisciplinari) che mettano in gioco conoscenze e abilità apprese dentro e fuori da scuola nelle varie discipline e attività. Convinto come sono che  la passione sia il motore della vita e senza passione per la conoscenza, si finisce per vendere l’Abbecedario come fece Pinocchio.

Ma si sa la Scuole è ricca di diversità. Non tutti i colleghi apprezzano questo approccio. Molti suggeriscono temi, alcuni li impongono e altri addirittura li proibiscono, aumentando ancora di più, a mio modesto avviso, il divario tra la scuola-prigione e la vita-passione.
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Esame Terza Media Tesina Skate

Il mio classico esempio è lo skateboard. Dico spesso ai ragazzi di terza:

se siete skaters, trovate il modo di parlare di skate, utilizzate le conoscenze necessarie per capire come funziona la vostra tavola con le 8 ruote:  dal libro di scienze prendete il capitolo sugli attriti e quello sul principio di conservazione dell’energia, dal libro di tecnologia la lavorazione del legno e il processo di fabbricazione delle ruote,  osservate la muscolatura e mostrate di conoscere gli strumenti di sicurezza e di saperli usare adeguatamente per prevenire possibili infortuni; cercate informazioni ed elaboratele in una mappa concettuale, cercate la musica degli skatepark e sintetizzate il testo di una canzone rap che vi piace, dimostrate la vostra capacità di leggere la metrica, le rime baciate e la differenza tra significato e significante, riconoscete le metafore, traducetela se è in inglese o francese, andate su google a cercare chi ha inventato lo skate e qual era il contesto storico sociale della prima comunità di skaters, dove è successo tutto questo?, quando è arrivato e come in Italia? e in Sardegna? dove sta lo “spot” migliore di Cagliari? Se potete andate ad intervistare il vostro idolo, e montate la video intervista con un software appropriato. Questo ragazzi vi aiuterà a studiare con passione. Che lo vogliate o no, questo è un passaggio difficile ed emozionante. Preparatevi a viverlo bene, con soddisfazione e desiderio di affermazione.
E’ il vostro momento. Giocatevelo al meglio.

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